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10 commenti

  • Capasso Rocco - Lunedì 20 Maggio 2013 22:23
    :lol:sono state 5 domeniche bellissime, un'esperienza da fare ogni anno, noi di Casandrino (NA) abbiamo avuto anche la fortuna di ospitare il Vescovo della diocesi di Aversa. Anche se negli incontri di approfondimento non si è presentato nessuno per ascoltare, siamo stati molto soddisfatti dell'esperienza vissuta in piazza. Alleluja
  • massimo - Mercoledì 15 Maggio 2013 11:57
    é una cosa stupenda bisogna andare ad annunciare Cristo nel mondo,sopratutto ai giovani.
    A me Cristo ha cambiato la vita quando avevo 26 anni io odiavo la chiesa ma dopo questa scoperta non posso vivere senza Cristo l'unico che ti ama veramente cosi come sei
  • Tiziano - Giovedì 09 Maggio 2013 15:41
    Ciao, sono di Roma (Sant'Anna-morena) e la nostra missione l'abbiamo fatta da San Patrizio (colle prenestino - Roma)...
    Questa è la mia testimonianza fatta il primo giorno
    La mia vita è tutta una trama che Gesù Cristo ha cominciato a tessere misteriosamente prima che nascessi.
    La mia giovane madre aveva tre figli prima di me e per paura di avere un figlio malato, ha abortito i due gemelli che aspettava.Quando poi è rimasta incinta di me, ha deciso di continuare la gravidanza e così sono venuto su questa terra che a tutto pensava fuorché accogliermi. Problemi su problemi mi aspettavano. La morte è stata la prima esperienza che ricevetti in quella famiglia, ma una “sorella morte” come San Francesco la descrive: all’età di quattro anni persi entrambi i miei genitori di cui ricordo solo dei flash negativi.
    Contemporaneamente il Signore stava operando anche in un'altra storia, quella di una coppia che dopo aver perso un figlio in un aborto spontaneo decisero di adottare e, visto che erano del Cammino Neocatecumenale, durante un passaggio sono stati invitati dal sacerdote loro catechista a prendere in affidamento un pargolo dolce e carino (si fa per dire) che perse i propri genitori da piccolo; quel pargolo ero io.
    Dopo il loro si, è cominciata la mia nuova vita nella nuova famiglia. Le difficoltà iniziali sono state tante, io non ero per niente un ragazzino tranquillo e soprattutto avevo un carattere molto ribelle, ma tutte le difficoltà sono state superate grazie all’amore reciproco e alla fede dei miei genitori. A loro fu detto: “Questo bambino sarà una benedizione per la vostra vita” e a loro parere così è stato e vi giuro che l’hanno detto senza che li comprassi.
    Come accennavo sopra, sono stato abbastanza ribelle durante l’infanzia e l’adolescenza, forse spinto anche dal mio spirito creativo, ma nella vita arriva un momento in cui bisogna fare i conti con la propria storia e con le proprie idee.
    Durante l’adolescenza sono stato un ragazzo molto libertino e mi circondavo di amicizie sbagliate, fino a quando uno non scopre che tutte le proprie scelte di una vita disordinata sono state dettate da una voglia di negare la propria realtà: il bisogno d’affetto è stato ciò che mi spingeva a gettarmi in relazioni toccata e fuga con ragazze anche più grandi di me.
    Ma è proprio nei momenti di maggior autodistruzione che il Signore viene a trovarti, molte volte contro la tua volontà. Tutto iniziò con la proposto de i miei genitori (io di certo non ci avrei pensato minimamente), di farmi sentire le Catechesi e così finii a Sant’Anna.
    La prima sera delle catechesi i miei genitori mi portarono a forza in quella parrocchia, ed è in quel momento che in quella macchina si scatenò l’inferno tramie parolacce e offese che sapevo dentro di me erano sbagliate, e addirittura bestemmie, oltre che a parole con la negazione di ciò che aveva Lui ha fatto nella mia vita. Alla fine di tutta quella lotta decisi di andare ad ascoltarle però con l’idea di far notare ai catechisti il mio atteggiamento critico e indispettito, ma ricordo anche che dal secondo incontro in poi non me lo facevo dire due volte se volevo andare ad ascoltarle e da quel momento capii che la mia testardaggine era dovuta ad una bisogno d’amore che andava ben oltre il sentimento umano.
    Purtroppo il lupo perde il pelo e non il vizio, durante i primi anni di cammino, io ero incoerente con me stesso, predicavo bene e razzolavo male, continuavo ad andare alle celebrazioni e a letto con delle ragazze della maggior parte delle qauli neanche ricordo il volto.
    La mia seconda crisi fu durante il periodo universitario, conobbi una colta compagna di corso, una ragazza che viveva tra la filosofia e l’ateismo che riusciva attraverso Diagora, Nietzsche e sesso ad attirarmi in un vortice di cui, a mia insaputa, ben presto persi il controllo e non volevo ammetterlo. Alla fine per quanto tu possa aver goduto, come in un bel cenone, ti ritrovi con una indigestione e il salato conto da pagare.
    Da quest’ultima crisi ne uscii abbastanza distrutto, ma durante l’ultimo periodo universitario il Signore, attraverso i sacerdoti e fratelli di comunità mi fece capire che probabilmente stavo cercando qualcosa lontano che in realtà “sta seduto accanto a te” (cit. di Don Juan durante il pellegrinaggio a Lourdes).
    Accanto a me, soprattutto nella vita, era presente una ragazza che, come l’omonima biblica, era una ragazza ligia al dovere e “pulita”, tutto l’opposto di come ero io.
    Dopo un’estenuante corteggiamento degno di un pavone, chilometri di cammino a Santiago, serate di preghiera e diverse uscite tra amici, finalmente, dopo parecchi mesi mi concesse un’opportunità e ad oggi stiamo insieme da oltre tre anni.
    Dovete capire che per uno che cambiare spesso ragazze per noia o per passione, stare insieme ad una persona per tutto (si fa per dire) questo tempo è un grande passo, ma non pensate che sia merito mio, ma di Dio che ha saputo costruire mattoncino per mattoncino questa storia degna delle migliori soap-opere, sapendo smussare il mio temperamento impulsivo.
    Proprio per questo non ho voluto farmi scappare questa opportunità e dopo un lungo riflettere, durante la GMG di Madrid, sotto le volte della Sagrada Familia (scelta non a caso) decisi di chiedere alla ragazza nonché sorella nella fede, la sua mano e così adesso ci troviamo a neanche un mese dal matrimonio con tanti segni che ci danno consapevolezza e fiducia che è il Signore che conduce questo fidanzamento verso la creazione di una famiglia. E’ per questo che guardiamo e ci affidiamo all’esempio perfetto della Santa Famiglia di Nazareth, consapevoli che è il Signore che guida la nostra storia e non noi che la costruiamo tutta con le nostre deboli, umane forze. Quando meno ce lo aspettiamo (o quando non lo aspettiamo più!), il Signore entra nelle nostre vite e ci chiede di seguirlo, nel progetto stupendo e inimmaginabile che ha in serbo per noi. In qualsiasi condizione ci troviamo, basta provare ad aprire l’orecchio e il cuore alla Sua chiamata che avviene concretamente, con qualsiasi mezzo: attraverso una parola sentita da un sacerdote, un genitore, un amico, un catechista o un fratello, letta su un invito alle catechesi o su una pagina del Vangelo. Anche con quella poca, titubante e traballante fiducia che riusciamo a dargli (anche perchè se avessimo tutti davvero fede sposteremmo le montagne!), Lui fa davvero miracoli.
  • Tizlia - Domenica 05 Maggio 2013 12:01
    Salve a tutti, mi chiamo Tiziana ho 41 anni e scrivo dalla 3^ Comunità di Santa Sinforosa a Tivoli Terme (RM). In questo anno in cui si parla di Fede, si testimonia la Fede, non posso tacere la fedeltà che mi ha mostrato Dio, che mai dimentica i suoi figli. I miei genitori si sono separati quando avevo sei anni e mezzo e sono cresciuta con mio padre e mia nonna. Grazie alla loro educazione e alla testimonianza (mio padre non si è mai risposato), ho sempre avuto l'idea del matrimonio come qualcosa che deve essere vissuto come un "per sempre", e farlo funzionare anche se con qualche sacrificio, cosa che non tutti sono più disposti a fare. Allo stesso tempo da mia madre ho avuto la prova che risposandosi una persona può essere felice. Con questi due differenti esempi, quando ho incontrato mio marito, un ragazzo separato, non mi sono posta problemi e abbiamo deciso di sposarci. Era il 1996. Nel 1997, grazie all'invito di un sacerdote, che mi invogliava a seguire alcuni incontri "per ascoltare" la Parola, ho iniziato a scoprire un mondo tutto nuovo. Attraverso la lettura dei brani della Bibbia, libro che troppo spesso non è neppure presente nelle case (e posso confermarlo da quello che sento dai bambini cui faccio catechismo, ahimè), mi sono resa conto di avere una sete terribile, di voler sempre più sapere cosa il Signore mi volesse dire. Non a caso mi ha colpito tanto la storia di Abramo, la promessa che Dio gli ha fatto e che ha mantenuto anche dopo diverso tempo. E nulla è stato un caso. Sì perchè di lì a qualche tempo, mi è stato rivelato che per la mia situazione non potevo accostarmi alla Santa Eucaristia. Un dolore terribile che tuttavia è stato accompagnato da una sorta di sussurro nel mio orecchio: una voce che mi diceva "non preoccuparti". Io e mio marito siamo entrati nella Chiesa attraverso il Cammino Neocatecumenale, in una Chiesa che non ci ha mai giudicati, criticati. Anzi! Mi ha accompagnato nella sofferenza della mia situazione, regalandomi fratelli che nel momento della Comunione, pensavano a me, alla sorella che non poteva farla. Ero io a sentirmi osservata, quella strana che restava al suo posto, seduta, quando tutti andavano a prendere il Corpo di Cristo! La Chiesa non mi ha mai esclusa, la sofferenza veniva da me stessa: ero io a sentirmi colpevole. Il Signore mi ha sempre amata e questo posso gridarlo a gran voce. Mi ha amata anche se io mettevo in discussione il suo amore, tanto da pensare che se avessi avuto un figlio, di certo non sarebbe nato sano perchè io ero l'adultera, unita a un uomo sposato con un'altra donna di fronte a Dio. Invece ho avuto due figlie, sane, bellissime, a dimostrazione che il Signore non punisce. Quando ho capito che ero solo io a farmi certe idee, quel giogo che portavo è diventato leggero. Ma il Signore mantiene sempre le Sue promesse. Dopo anni di "sofferenza", nel 2008 il Signore ci ha donato di unirci in matrimonio in Chiesa, una grandissima festa! Quel "non preoccuparti" si è compiuto, rendendo la mia croce gloriosa. Ringrazio Dio di avermi fatto attendere quasi undici anni, tempo in cui ho compreso quanto sia importante l'Eucaristia, quanto sia fondamentale servire il Signore in santità e giustizia, come recita il Benedictus. Appena un anno fa la mia famiglia si è arricchita con Emanuele, il nostro terzo figlio, arrivato nel corso di una situazione economica davvero critica, ma come il nome che abbiamo scelto per lui, Dio è con noi.
    La pace.
  • Tiziana Spanò - Giovedì 02 Maggio 2013 13:49
    Buongiorno a tutti! Scrivo dalla 2^ comunità di San Giovanni Battista (Pellaro - Rc). Voglio testimoniare anche io, di come il Signore è entrato nella mia vita con la rivoluzione dell'Amore. Ho passato buona parte della mia vita lontana da Lui e dalla Sua Parola nonchè dall'Eucarestia, tant'è che ho ricevuto la Cresima da adulta. Nel 2008 mio padre per un linfoma, mi lascia improvvisamente sola a 20 anni e senza dare a tutti noi figli e a mia madre, il modo per renderci conto che è successo davvero. Si sa, il dolore ha due vie di sbocco, o divide oppure unisce, nel mio caso ha ridotto la mia famiglia in piccoli puzzle da ricomporre. Ma il Signore ha agito con mano potente, mi fa conoscere una persona che è per me, una persona fidata, un amico, una guida e infine un fidanzato anche se per poco tempo. Durante la nostra frequentazione mi parla della Madre Chiesa, del Signore, della Croce e di come con la morte nulla finisce, ma ha inizio la nuova vita, quella vera, quella eterna. Dopo un iniziale ribellione, riesce a convincermi, sento che non sono solo belle parole consolatorie. Ma non sapevo come riavvicinarmi al Signore, come iniziare a conoscerlo per davvero e riconciliarmi con Lui, la stessa persona mi parla di un cammino, perchè la Fede non è una cosa automatica, non è una slot machine in cui mettere il gettone ed ecco che ricevi la ricompensa. Come recitano i nostri cartelloni: la Fede viene per l'ascolto del Kerigma della Buona Notizia, che è quella appunto che DIO TI AMA, esattamente così come sei! e ho iniziato dunque, a frequentare, ad ascoltare, a partecipare, e a vivere questo rapporto nuovo di figlia di Dio. Sono quindi 3 anni che sono in cammino, che ho visto estremamente utile per la mia conversione e per la mia vita. Molte cose sono cambiate, ho avuto la possibilità di concludere gli studi, una nuova compagnia di amici, perchè quelli di prima, scandalizzati dalla Croce, mi avevano un pò lasciata sola. Soprattutto il Signore mi ha dato di conoscere la mia Elezione, donandomi un fratello di comunità che, se è nella Sua volontà, sposerò a Maggio del 2015. Pur con tante difficoltà, pur nella precarietà degli affetti (una famiglia spezzettata) e quella economica (non siamo ancora autonomi) vedo che il Signore si è sempre manifestato nella mia vita, è sempre stato fedele. Magari non nel modo in cui io potevo immaginare, ma sicuramente nel modo migliore e fruttuoso che Lui ha voluto per me, e che da quel giorno sento di ricambiare lo stesso Amore che ho ricevuto. Domenica si concluderanno le missioni per l'evangelizzazione, un occasione importantissima per far conoscere al mondo intero l'Amore del Cristo Risorto, vi chiedo di fidarvi di quello che ascoltate nelle catechesi, nei canti, nei salmi. Il resto lo farà il Signore. La pace, Tiziana. :smile:
  • Sergio - Giovedì 02 Maggio 2013 13:34
    @ Carmelo : Grazie carissimo, prega per noi la pace
  • Carmelo - Giovedì 02 Maggio 2013 13:32
    ...Semplicemente ! Complimenti...Complimenti ....Complimenti.Esaustivo \"servizio\" ...per CRISTO.la CHIESA e i fratelli di tutto il MONDO. (Modestissimo parere, ma è dal cuore che parte non lo potevo trattenere)....grazie, pace.
  • Emmanuel Salvatore Distefano - Giovedì 02 Maggio 2013 12:27
    Buongiorno, carissimi fratelli e sorelle, l'esperienza di evangelizzare nelle piazze è stato bellissimo, soprattutto condividi la tua fede con altri e conoscvre nuova gente.
    Quando ho dato la mia bellissima testimonianza, ho ricevuto milioni di abbracci e baci dalle persone e soprattutto ho conosciuto una persona che ha avuto la mia stessa storia.
    Mi permetto di dare la mia testimonianza anche qui:

    Carissimi fratelli e sorelle, mi chiamo Emmanuel Salvatore Distefano, ho 22 anni, faccio parte della quarta comunità del cammino neocatecumenale della Parrocchia SS. Salvatore di Partinico ( Pa), sono l'ultimo dei 5 figli, i miei genitori fanno parte del cammino.
    Ho incontrato Dio fin da bambino, esattamente all'età di 11 anni ( nel 2001) attraverso una emorragia cerebrale, in cui sono stato in coma per una settimana e mi ricordo solamente di attraversare un lunghissimo tunnel bianco e di aver visto il volto della Madonna, appena l'ho vista, subito mi sono risvegliato dal coma, e a dare segni di miglioramenti e di ricominciare tutto da zero.
    Sono passati ben 12 anni da quell'evento, adesso, saoffo di una nuova patologia: l'estate scorsa nel mese di luglio sono stato operato di urgenza per una ciste e un piccolo tumore al cervello, l'intervento è andato benissimo, mi sono ripreso diciamo del tutto al 100% anche se dovrò fare dei controlli periodici, riflettendo sulla mia storia mi sono dimostrato di essere un ragazzo forte e coraggioso e soprattutto ho affrontato tutto con molta fede e serenità.
    Umanamente è stato difficile accettare tutto questo, anche se a volte mi scoraggio, ma vado avanti sorridendo insegnando ad altri cosa significa " Vivere".
    Posso solamente dire che la mia sofferenza la metto nelle mani di cristo e alle sofferenze che gli sono mancati per la mia e salvezza di altre anime.
    Posso solamente dire che Dio esiste, i miracoli accadono solamente attraverso le nostre e vostre preghiere.


    La pace e la benedizione di Dio Onnipotente scenda su di voi oggi e sempre, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
  • Antonio Bruno - Giovedì 02 Maggio 2013 11:58
    Un avviso su Facebbok, se vuoi puoi mandare un commento o un racconto da una Piazza. Io ho partecipato a queste domeniche, mi piace scrivere e quindi perché non farlo?
    Io mi affido alla Grazia, il Vescovo attraverso il Parroco mi ha inviato insieme alla mia Comunità a dare una notizia e io ci vado. Mi fido.
    Perché ci vado? Perché ho fatto esperienza di Dio, percepisco il Suo amore e so che devo tutto ciò a chi me l’ha annunciato, a quell’Angelo che me l’ha annunciato nel 2005 nella Parrocchia Sant’Antonio di Padova di San Cesario di Lecce. Io ho avuto la notizia, ho verificato che tutto cambia nella direzione della felicità e quindi vado a dirlo a te che ancora nessuno te l’ha mai detto.
    Un messaggero, sono divenuto un messaggero. Non da solo ma con il presbitero, la mia Comunità e con i miei catechisti. Con la chitarra, perché il Signore mi ha concesso di fare il cantore nonostante io mi fossi ribellato. Me l’ha concesso perché più volte invitato a convivenze di Cantori anche se io mi ostinavo a non portare la chitarra in Comunità e all’eucarestia. Me ne ricordo una in cui si manifestò dicendomi che dovevo ubbidire ai mie superiori, anche se mi stavano togliendo l’onore.
    Poi di nuovo per il centuplo, per ciò che mi è stato concesso. Eccomi quindi nella Piazza del mio paesello, 8mila anime nella penisola che si stende a su est nel grande lago salato, si chiama San Cesario di Lecce.
    Ascolto le catechiesi e mi vengono i brividi, ascolto il profumo della primavera, mi entra dalle orecchie, così come mi entra la Parola che mi è stata concessa, come l’amore che mi è stato manifestato, come lo stupore di ogni incontro, di ogni istante da quando s’è manifestato.
    Ballano, le sorelle e i fratelli ballano al ritmo delle preghiere cantate con l’accompagnamento dell quattro chitarre di noi cantori. Una danza che è sotto gli occhi di tutti e che manifesta a tutti l’allegria di Dio. E’ divertente Dio, ci da gioia e si manifesta con la gioia.
    Il sole brilla alto e illumina la danza dei fratelli e delle sorelle di San Cesario, tutta per la Gloria di Dio, tutti Tuoi Signore, siamo tutti Tuoi! Le parole che soffici si liberano nell’aria e riempiono la Piazza, chi ci ascolta? Sono ai bordi, non si avvicinano, ma le parole come farfalle si liberano e giun gono ad ognuno perché c’è una notizia, c’è una speranza, c’è l’amore di Dio a San Cesario di Lecce per te che sei ai mar4gini della Piazza e forse ai margini dell’esistenza.
    Finiamo e come abbiamo sistemato tutto all’inizio, mettiamo tutto nell’Aper di Franco e lo riportiamo nella Parrocchia di Sant’Antonio. Fino alla prossima domenica che sarà l’ultima.
    Cosa accadrà dopo?
    Io torno nel pollaio e aspetto che Dio si manifesti di nuovo e mi dica cosa devo fare.
  • Renata Franzolini - Giovedì 02 Maggio 2013 10:51
    Esperienza bellissima, soprattutto per le comunità che vanno in piazza. Due suggerimenti, la corona dei fratelli che si schiera intorno al leggio dovrebbe aprirsi di più per lasciare spazio e visibilità ai passanti. (Aprire un varco di accoglienza rende meno la Missione come "cosa nostra". Proposta: si dovrebbe fare la Missione almeno una volta al mese, o tutte le settimane, alternandosi tra le comunità e non solo una volta all'anno o due. La pace, Renata