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E le famiglie "tradizionali", come educano i loro figli?

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Silva Giromini:
Purtroppo oggi è sempre più frequente anche nelle famiglie sono sempre più problematiche le relazioni tra coniugi,  che troppo spesso si separano o divorziano, o anche solo per il ritmo frenetico della società odierna non hanno più la pazienza di sopportare a vicenda piccoli screzi, riperquotendo tutta l'ansia sui figli.
E poi giunge l'età del catechismo.
Qualcuno parlava di incontri ingestibili: credo che la troppa esuberanza dei bambini non sempre è dovuta semplicemente alla loro vivacità, ma a volte si avverte chiaramente che c'è dietro una mancanza di regole, per cui i bambini si sentono liberi di fare tutto quello che vogliono perché mai nessuno sa dire un NO.
Ma dobbiamo essere noi a farlo? E se anche lo facciamo,  una volta a settimana, può bastare?
Certo che no. Come affrontare queste situazioni?
Forse ha ragione il mio parroco quando dice che non sono i bambini ad aver bisogno del catechismo, semmai i genitori!

olga di cara:
ciao silvia,
sono dell'idea che noi catechisti dobbiamo sempre dare il nostro apporto. condivido sulle motivazioni profonde dell'esuberanza dei bambini.penso che il problema stia alla base. alle origini del cammino sacramentale del matrimonio.
io sto in sicilia, a palermo ,regione con piu' basso numero di divorzi in Italia ma ti assicuro che la consapevolezza di ricevere questo sacramento è tutt'altro che religiosa.siamo tutte principesse che sfilano nella chiesa piu' bella e ricca. trascurando la cosa piu' bella e piu' forte che possa legarci e renderci una cosa sola allo sposo: la benedizione Divina. ho parlato col mio parroco ed ho detto di utilizzare il pugno fermo.occorre profonda consapevolezza nel senso che le coppie devono essere parte di una comunità e non comparse occasionali al corso prematrimoniale.
le conseguenze sono quelle note: divorzi, assenze nellacomunità parrocchiale e, per le famiglie che resistono , brevi comparsate per la preparazione alla comunione e poi di nuovo il nulla!!!dobbiamo responsabilizzare. fare catechesi alle famiglie. ho anche suggerito di far ripetere il catechismo a bambini che non ritengo pronti per la confessione in quanto non  capiscono il senso della preghiera, del peccato e della confessione. purtroppo mancano i genitori in questo. ma occorre imprimenre un segnale forte. spero di essere  sorretta dal mio parroco.

vincenzo riili:
Le famiglie tradizionali !! Mi chiedo se esistono ancora, ma esistono i ragazzi...Le famiglie sono cambiate, peccato che ce ne siamo accorti troppo tardi. Sì, troppo tardi e il peggio è che non siamo in grado di intervenire con una pastorale convincente. DOve è finita la pastorale per la famiglia, il decennio per la famiglia? Ne avete sentito parlare?
Secondo il mio modesto parere, chi è preposto alla pastorale della chiesa lancia soltanto documenti e lascia la pratica ad altri: vescovi che si rivolgono ai parroci, parroci che sperano nei catehisti e così via... Tempo fa avevo lanciato una proposta: dalla CEI dovrebbero indirizzare obbligatoriamente delle iniziative:per esempio come prima cosa: in ogni parrocchia nel primo anno formare dei gruppi famiglia ( tre o quattro famiglie e contemporaneamente fomemmntare, creare un'amicizia fra queste);
Secondo passaggio, aiutandosi con il gruppetto indire qualche incontro tra catechisti e famiglie: spiegare il piano catechistico per l'anno in corso (piano chiaro e semplice), vagliare disponibilità di aiuto.......e così cercando di anno in anno una catehesi appropriata per i genitori....compresa la preghiera quando verrà il momento....
E' solo un ipotesi di lavoro, ma bisogna pur incominciare, anche se qualcuno dirà: quanto è difficile!!!

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