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Post - Redazione Forum CATECHISTA 2.0

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L’attacco più pericoloso che oggi si sta sferrando alla famiglia è il cambiamento della sua natura. La famiglia tradizionale, composta da uomo e donna, cerca di essere equiparata ad altre forme di unioni, costituite da persone dello stesso sesso. La natura dell’uomo e della donna viene messa in discussione in virtù di una presunta libertà di scelta della propria identità sessuale.
Coloro che si oppongono a questa nuova visione della natura e dell’identità dell’essere umano vengono classificati come omofobi. Vi sono esponenti di poteri forti che sono disposti a legiferare pene severi, fino ad arrivare alla detenzione carceraria, per coloro che ostacolano la teoria dei gender.
E’ curioso osservare che tutto nasce da un desiderio di libertà da parte di queste correnti di potere, e poi i sostenitori di queste ideologie sono i primi a reprimere la libertà d’espressione da parte di chi non la pensa come loro. 
Dal momento che cambiare la natura richiede una libera adesione, per condizionare la scelta viene inculcata questa nuova mentalità proprio ai bambini, che normalmente sono, per natura, i più facilmente influenzabili. Per queste ragioni, gli esponenti politici che condividono queste teorie puntano ad utilizzare equipe di psicologi per influenzare i bambini incominciando dall’età prescolare.
Il secondo attacco, collegato per tante ragioni al primo, è sul concepimento della vita. Una certa cultura negazionista, che vuole rinnegare l’evidenza innata della unicità della natura esteriore ed interiore di ogni essere umano, vuole distruggere la complentarietà dei sessi, da sempre sinonimo di fecondità, proponendo legami tra due persone dello stesso sesso, che per natura sono stati da sempre infecondi. Questa situazione di sterilità naturale porta la cultura del gender a porsi la questione di come poter giungere alla genitorialità. La natura risponde semplicemente che tra due persone dello stesso sesso non è possibile diventare padre o madre. Ma questa risposta  viene considerata dagli affiliati all’ideologie del gender come retrogata, passata, oscurantista e soprattutto contro il progresso scientifico.

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Scopriamo l'anno liturgico / Il cammino della Quaresima 2015
« il: Febbraio 11, 2015, 01:49:01 pm »
Da stampare per i bambini della prima comunione

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Sussidio di Quaresima 2015 per i ragazzi, preparato dagli Uffici Catechistico, Missionario e Caritas della Diocesi di Genova. Per ogni settimana offre un episodio della vita di San Giovanni Bosco, di cui ricorre il bicentenario della nascita, un brano tratto dalla Parola di Dio della domenica, una riflessione, una testimonianza missionaria, un salmo e una preghiera, un impegno, il suggerimento di un canto e alcuni giochi a tema.


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Le domeniche di quaresima vissute in modo semplice con i più piccoli

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Tra catechisti / Incontro con i bambini ingestibile...
« il: Gennaio 29, 2015, 04:16:44 pm »
Di fronte a ragazzi troppo vivaci, forse l'unica persona che può impegnarsi a cambiare le cose è il catechista. Qualcuno ha qualche esperienza in merito oppure è una sciocchezza ? Che ne pensate ?

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Vi segnaliamo questo articolo di La  Manif Pour Tous Italia uscito oggi 5 dicembre (clicca qui per leggerlo).
In esso traendo le informazioni direttamente dal sito dell'Associazione SCOSSE visionabile cliccando qui , vengono elencati gli Asili Nido segnalati dal Comune di Roma come accessi alla formazione professionale contro gli stereotipi di genere.

"È da chiarirsi che non è dato sapere se nelle strutture indicate questi corsi siano già stati effettivamente messi in atto, ma riteniamo comunque fondamentale che i genitori che dovessero avere figli ivi iscritti possano chiedere i più opportuni – e dovuti – approfondimenti alla dirigenza." (Fonte: articolo originale de La Manif Pour Tous Italia)

Di seguito in evidenza

Municipio I: Colombo, Pianciani, La porta magica, Di Donato;Municipio II: Villa Chigi, S. Pio X;Municipio III: Castello incantato, Marco Giannetti;Municipio VI: Il bruco, La mongolfiera;Municipio V: I bimbi dell'arcobaleno, L'albero dei bambini;Municipio VII: Le marionette, Bobbio;Municipio XI: Malaguzzi, La torta in cielo.

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Scopriamo l'anno liturgico / Re:Materiale da utiilizzare per l'Avvento
« il: Dicembre 03, 2014, 10:19:10 pm »
Salve Maria ti allego i quadri da colorare della preghiera Ave Maria. Sono in un file compresso .zip che una volta scaricato puoi aprire sul tuo PC.

Cordiali saluti

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Fonte: Radiogiornale Radiovaticana del 1 dicembre 2014

“E’ finito un incubo”. Adele Caramico, l’insegnante di religione di Moncalieri, ingiustamente finita nella bufera mediatica con l’accusa di omofobia, commenta così la chiusura del caso da parte dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte. “La professoressa – si legge in un comunicato – ha svolto la propria funzione educativa nel rispetto dei diritti e della dignità degli studenti”. La docente era stata falsamente accusata da un suo allievo di aver definito l’omosessualità una malattia: la denuncia, smentita dal resto degli studenti, era stata poi amplificata dall’Arcigay.

Paolo Ondarza ha intervistato la stessa prof.ssa Caramico:

R. - Diciamo che è finito un incubo, anche se le conseguenze ci sono ancora. La questione è durata più di venti giorni. Uscivo per strada e non potevo neanche andare al supermercato perché venivo indicata come l’insegnante omofoba, i miei figli venivano additati come figli dell’omofoba… Non è stata una cosa facile da affrontare. Sono finita dappertutto, anche sui giornali all’estero, e anche alla “Vita in diretta”, alla Rai. La mia vita familiare è stata violentata, perché un giornale ha dedicato tre o quattro pagine su di me, hanno reperito delle mie fotografie e non so chi gliele abbia date...

D. - È finita su questi organi di informazione senza che nessuno le desse voce…

R. - Nessuno mi ha dato voce, nessuno mi ha chiesto niente. L’unica voce in mio favore è stata quella di Avvenire.

D. - Venti giorni molto duri in un clima di caccia alle streghe. Lei ha detto: “Schiacciata dalla macchina del fango”…

R. - Sì, poi ho scoperto che era stata coinvolta la politica. Ben cinque deputati hanno chiesto un’interrogazione contro di me al ministro.

D. - È questo forse che l’ha spaventata di più?

R. - Sì, mi ha spaventato molto. Anche il presidente della Commissione istruzione al Senato ha presentato un’interpellanza urgente per il mio caso. Mi ha spaventato perché io non avevo fatto niente e non riuscivo a capire il motivo per cui queste persone facessero tutte queste cose. Il consigliere comunale radicale di Torino, Viali, ha detto che io mi dovevo sottoporre a un corso d’aggiornamento, una specie di “rieducazione”. Ma su cosa? Non lo so. Addirittura, anche il vicesindaco della città di Moncalieri ha detto che dovevano essere presi contro di me provvedimenti efficaci.

D. - Da quanto insegna?

R. - Da 30 anni. Non mi è mai capitato un’esperienza del genere e non ho mai sentito di esperienze del genere. Certamente, in 30 anni ho affrontato questi argomenti nelle mie classi.

D. - C’è da dire che la maggior parte dei suoi allievi però l’ha difesa?

R. - Sì, si preoccupavano per la mia salute, di ciò che succedeva e per loro era una cosa assurda ciò che era accaduto e che stava accadendo in quei giorni.

D. - Si è sentita sola in questi venti giorni?

R. - La mia famiglia mi è stata vicino ovviamente, poi Avvenire, l’avvocato Amato con tutti i Giuristi per la vita, i colleghi… So che hanno raccolto anche delle firme per me.

D. - E come ha appreso che l’incubo era finito?

R. – Da La Repubblica, edizione di Torino. Fino alla mattina in cui è uscito questo articolo, chiedevamo a scuola di sapere qualcosa, ma non c’è stato detto assolutamente nulla.

D. - C’è da dire che il caso, quando è nato, è finito su tutti i giornali con grande enfasi con due, tre, quattro pagine di quotidiani. Quando è stato chiuso la notizia ha avuto minore diffusione…

R. - C’era appena un trafiletto piccolino, in mezzo alla pubblicità, soltanto nell’inserto de La Repubblica di Torino e basta. Poi, molti altri giornali hanno ripreso la notizia da Avvenire e di conseguenza si è diffusa.

D. - Per lei la vicenda è chiusa?

R. - Insieme con i legali, valuto la possibilità di andare per via giudiziale, per chiedere risarcimento per tutto quello che ho sofferto in questi giorni. Non è stato soltanto diffamato il nome di una persona, ma proprio la dignità della persona. E poi anche per un altro motivo: sono un’insegnante di religione cattolica, lo leggo come un attacco all’insegnamento della religione cattolica. Penso anche ai miei colleghi: chiunque si potrebbe trovare in questa situazione. Visto che la mia sembra diventata una categoria a rischio, sto valutando questo tipo di azione  con i legali.

D. - C’è un clima di intimidazione per gli insegnanti di religione in particolare?

R. – Sì, c’è un clima intimidazione sugli insegnanti di religione, come se noi dovessimo insegnare ciò che altri decidono. Io sono stata nominata insegnante di religione cattolica dalla Cei, anche se sono dipendente dello Stato italiano. Ho un’idoneità che mi è stata data dal vescovo. Io devo insegnare con fedeltà in adesione al magistero della Chiesa.

D. - Il parlamento sta studiando una legge contro l’omofobia. Ecco, qualora passasse una legge contro il reato di opinione, come qualcuno dice, il suo caso potrebbe non diventare un caso isolato?

R. - Penso proprio di no, perché come sono stati capaci di inventarsi delle bugie su di me, le possono inventare su chiunque. È veramente una caccia alle streghe. Mi sono sentita come i primi cristiani che venivano perseguitati senza aver fatto o detto nulla di male. Forse non va bene come paragone, ma è stato questo quello che ho sentito. Mi dicevo: “Ma non ho fatto nulla, non ho mai detto quella frase”.

D. - E ora come sta?

R. - Sto bene, faccio lezione normalmente.

D. - Ha paura ad affrontare certe tematiche “sensibili”?

R. - No, non ho paura. Nonostante tutta questa bufera, mi sono sempre detta che quando si dice e si parla della verità e si cerca di portarla avanti, non si deve aver paura.

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Scopriamo l'anno liturgico / Materiale da utiilizzare per l'Avvento
« il: Dicembre 01, 2014, 04:15:58 pm »
Andando a questo indirizzo trovi molto materiale da scaricare ed utilizzare durante l'avvento con i bambini del catechismo della comunione: http://goo.gl/PLPNTZ

Buona navigazione !

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L'editoriale sull'educazione e la comunicazione intergenerazionale dell'arcivescovo di Catanzaro-Squillace pubblicato su "Il Sole 24 Ore"

Di Mons. Vincenzo Bertolone

CATANZARO, 30 Novembre 2014 - «È la resistenza dell’aria e non il vuoto che consente il volo».

Immanuel Kant non ha scritto trattati di pedagogia. Eppure le sue parole sono metafora che ancor più in coincidenza con l’inizio dell’Avvento - l’anno liturgico che porta a riscoprire gli insegnamenti di Gesù, vero pedagogo dell’uomo, - diventa principio basilare in un campo, l’educazione, che è sempre più un’arte semi sconosciuta. Basta salire su un mezzo pubblico per assistere alla sguaiataggine nei comportamenti, al disprezzo dei deboli, all'ignoranza delle regole, alla brutalità nei confronti della cosa pubblica. Un quadro secondo, in bruttura, solo alle scene in cui campeggia la sedicente buona educazione, trionfo dell'ipocrisia e della falsità: è il dire una cosa e pensarne un'altra; è il lodare anche l'indegnità, pur di assicurarsi un vantaggio; è il non denunciare l'immoralità per quieto vivere (che a volte nasconde la viltà).

Se questo accade è perché oggi c’è poca comunicazione intergenerazionale. Ed il mondo è abitato da una società di smemorati, che non si raccontano più le grandi cose, i grandi eventi, e restano protesi sull’effimero, sul giorno che alla fine si spegne, perdendo volto e identità. Si apra una finestra su una casa qualsiasi, sui genitori alle prese coi figli: c’è chi con pazienza intraprende la strada delle spiegazioni minuziose e chi più spiccio conta fino a tre; chi ordina perentoriamente e chi supplica; chi promette e minaccia punizioni; chi urla e chi dopo un’estenuante contrattazione passa alle maniere forti.

Farsi ascoltare dai figli non è mai stato facile per i genitori: un tempo, al genitore bastava un’occhiata, un’alzata di sopracciglio a incenerire un’intemperanza infantile, per il resto c’erano botte e punizioni. Oggi pochi hanno nostalgia di quell’educazione autorevole che doveva drizzare la schiena al giovane virgulto, sebbene al genitore contemporaneo, dialogante e disponibile, morbido e protettivo, la pazienza scappi in fretta così che spesso le maniere forti tornano in auge. Si corre allora il rischio di trascurare una verità fondamentale: i bambini vogliono diventare grandi, hanno realisticamente bisogno di imparare a vivere, di muoversi molto, di apprendere ciò che non conoscono.

Insomma, di imparare “a volare” sperimentando anche da piccoli la vita. Hanno bisogno di esperienze, non di adulti che si sostituiscano a loro vestendoli, imboccandoli e servendoli. Hanno bisogno di testimoni, di esempi e di buone consuetudini che permettano loro di essere tranquilli e di sapere cosa poter fare, quando e come. In altre parole, di papà e mamme che non siano né troppo autoritari e né troppo “fanciulli” che non eccedano nella confidenza o del voler plasmare i fanciulli a propria immagine e somiglianza, ma che accettino invece il compito gratificante, ma altrettanto arduo, del mestiere più importante del mondo: quello del genitore-educatore. Della figura capace di aiutare i figli ad imparare dalle proprie mancanze, a dar loro fiducia, ad accettarne gli errori senza per questo marchiarli di incapacità.

Essere genitori è difficile quanto necessario. È una sfida da accettare sapendo di poter contare sempre sulla presenza di Cristo e sulla sua Grazia: non raccoglierla vuol dire rinunciare al futuro.

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